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PATTO ANZIANI “ICAIA 2022”

“Interventi di comunità per l’invecchiamento attivo, la prevenzione, il sostegno alle fragilità degli anziani” 

Numero Verde 800.593235

PREMESSA

Introduzione

L’emergenza sanitaria nella quale ci siamo improvvisamente trovati coinvolti a seguito della pandemia da Covid-19, ha messo a dura prova la nostra società e ha reso necessario un cambiamento radicale delle nostre abitudini quotidiane, un aspetto scontato della nostra esistenza, che ora più che mai ci sembra prezioso e caro.
In questo contesto di crisi che da sanitaria si è ben presto trasformata in emergenza sociale ed economica, ancora di più gli enti e le associazioni del terzo settore che si occupano di sostenere e supportare le persone anziane e fragile oltre al proprio contesto famigliare hanno dovuto fronteggiare situazioni certamente inaspettate e, allo stesso tempo, ripensare approcci e modelli di intervento che potessero essere pienamente inclusivi. Infatti, la pandemia in corso ha interrotto bruscamente le routine quotidiane e tutta una serie di attività di inclusione venendo meno, in breve tempo, la possibilità di partecipare alla vita sociale e ludica ricreativa creando non poche criticità in generale ma con particolare riferimento a quelle situazioni che si presentavano già particolarmente fragili
All’interno di questo scenario completamente nuovo si è inserito il Progetto ICAIA “Interventi di comunità per l’invecchiamento attivo, la prevenzione, il sostegno alle fragilità degli anziani” che fin dall’inizio dell’emergenza, essendo ormai una progetto consolidato con attività e iniziative già in campo da tempo, ha saputo mettersi a disposizione, in modo flessibile adattandosi alle esigenze, modificando le proprie attività ma in particolare le modalità organizzative per rispondere meglio e subito ai nuovi bisogni che sono emersi.
Da qui, in continuità con quanto svolto in questi oltre 20 anni di attività, il nuovo progetto vuole consolidare ulteriormente una risposta sempre più integrata, di prevenzione, monitoraggio e supporto generale alla persona anziana e fragile e al proprio contesto famigliare valorizzando sempre di più la collaborazione tra l’ambito della cooperazione, l’associazionismo e il volontariato, che ha permesso da sempre di garantire una risposta mirata, flessibile e adeguata in base alle esigenze e ai bisogni che di volta in volta emergevano.

La Storia del Progetto e del patto di sussidiarietà ICAIA

Nel 2004, in via sperimentale, è stato avviato il servizio dei custodi sociali, sulla scia dell’estate critica dell’anno precedente, con il preciso obbiettivo iniziale di prevenire eventuali situazioni critiche dovute alle ondate di calore sulla popolazione anziana. Nell’estate del 2003 infatti, a causa delle numerose ondate di calore e delle continue condizioni di disagio fisiologico imputabili al caldo stesso, si erano verificati numerosi decessi nella popolazione genovese più fragile.
Da indagini e statistiche effettuate dalla Asl 3 genovese e nello specifico dal Dott. Ernesto Palummeri, si evidenziò che le persone più a rischio in caso di ondate sarebbero stati proprio gli anziani soli, con patologie cardiache o respiratorie, con decadimento cognitivo più o meno grave e con eventuali lesioni da decubito. Si pensò che attivando un monitoraggio continuo sulla popolazione più a rischio si potevano evitare decessi e ricoveri ospedalieri impropri. Nacque così il progetto sperimentale dei CUSTODI SOCIALI, ossia la gestione di un servizio che metteva a disposizione operatori dedicati a monitorare gli anziani nella loro abitazione, supportandoli nelle loro prime necessità, verificando che non gli mancasse l’acqua o i generi alimentari, che non necessitassero di farmaci, che fossero vestiti in maniera adeguata alle temperature e che il microclima domestico fosse adeguato per “sopportare” senza problemi il caldo del periodo. Inoltre, il monitoraggio continuo, aveva anche lo scopo di poter segnalare in modo tempestivo eventuali situazioni problematiche, dando la possibilità ai servizi territoriali di mettere in atto azioni preventive prima che la situazione stessa diventasse critica. Quell’estate, arrivarono oltre mille segnalazioni da parte dei medici di medicina generale del comune di Genova. Nell’autunno del 2004 la sperimentazione andò avanti continuando a seguire gli anziani segnalati nell’estate con numero di accessi ridotto. In primavera la asl invitò nuovamente i medici di base a segnalare i loro pazienti a rischio e vennero segnalati circa 1200 anziani, più di 800 usufruirono del servizio e furono impiegati circa 80 custodi sociali in tutto il territorio del comune di Genova.
L’attività di monitoraggio e supporto veniva organizzata e gestita in base ad una valutazione iniziale sulle esigenze e sul bisogno rilevato. Gli ottimi risultati del progetto hanno portato ad allargare sempre di più la sperimentazione anche durante gli altri periodi dell’anno, arrivando in breve tempo ad una gestione più strutturata e nell’arco di tutti e 12 i mesi.
La rete degli Enti di Terzo Settore che si sono resi disponibili per la gestione del progetto si allargò in modo da poter raggiungere sempre di più e sempre meglio l’intero territorio ligure. La gestione dei rapporti con i Medici di Medicina Generale non è stata semplicissima, ma nel tempo l’efficacia del progetto e i risultati ottenuti hanno convito anche le persone più scettiche.
Nel 2012 ci fu la prima vera svolta organizzativa del progetto con il passaggio delle valutazioni e delle prese carico dai MMG (medici di medicina generale) alle ATS (ambito territoriali sociali) attraverso la figura dell’assistente sociale.
Le valutazioni e l’analisi del bisogno hanno iniziato a tener conto anche degli aspetti socioeconomici, oltre a quelli più prettamente di carattere sanitario e di fragilità sociale.
Il lavoro del Custode Sociale, pertanto, si è adeguato alle nuove esigenze; se in una fase iniziale le attività si concentravano principalmente sul monitoraggio, la compagnia e piccole commissioni, successivamente si è orientato più su una presa in carico trasversale della persona anziana (sempre all’interno delle mansioni previste) diventando nel corso degli anni un punto di riferimento di grande valore per quegli anziani che non avevano nessuno punto di riferimento e/o appoggio, una persona sulla quale poter contare in qualsiasi momento, da contattare in caso di necessità o semplicemente per far due chiacchiere o avere un consiglio, ossia una vera figura di Caregiver.
Nel tempo il progetto si è sempre di più consolidato così come la rete degli Enti di terzo settore coinvolti che gradualmente hanno permesso di essere presenti in tutta la Regione Liguria e su tutti i territori avviando anche una costante e continua collaborazione con i Distretti Sociali.
Fin da subito a supporto del progetto Custodi Sociali è stato avviato il servizio “INFORMAZIANI” ossia un numero verde attivo tutto l’anno al quale fa riferimento un Call Center, sempre gestito dai soggetti della rete di terzo settore, che è stato avviato a supporto del servizio dei custodi sociali con una funzione di orientamento ai servizi sia per la persona anziana stessa sia per il proprio famigliare e/o caregiver, svolgendo in molte occasioni anche attività di supporto a distanza oltre ad intercettare situazioni “a rischio” che, una volta segnalate, in molte occasioni, hanno permesso un intervento tempestivo in un’ottica di prevenzione e, dove si è ritenuto necessario, è stata valutata anche la presa in carico da parte dei servizi stessi.
A completare il tutto non sono mai mancate le attività svolte dalle associazioni attraverso la disponibilità dei tanti volontari. Inizialmente le attività erano più di supporto e sostegno domiciliare in merito a situazioni “meno complesse”. Successivamente si è ritenuto importante sviluppare anche l’ambito dell’Invecchiamento attivo, con iniziative di promozione e socializzazione quale opportunità per gli anziani presenti sul territorio.
Pertanto, ormai dal 2012 il progetto si è definitivamente consolidato, mettendo a sistema tutte le attività e garantendo una risposta integrata con azioni di sostegno e supporto nelle situazioni di particolare fragilità; ricordiamo le iniziative di domiciliarità leggera, il trasporto sociale, gli interventi di socializzazione, promozione e sostegno per l’invecchiamento attivo, il tutto sempre supportato da azioni trasversali di monitoraggio e prevenzione.
La flessibilità gestionale e la grande e ampia presenza sul territorio, ha visto il coinvolgimento dei soggetti del patto anche in tutte le situazioni emergenziali che purtroppo si sono verificate nell’arco degli anni. Tra le altre cose ricordiamo le alluvioni che hanno colpito più volte la Nostra Regione, con una “scesa in campo” diretta dei Custodi e dei volontari all’interno anche di un coordinamento regionale e con un potenziamento ad hoc del call center. Non possiamo purtroppo dimenticare, come già anticipato nell’introduzione, la recente emergenza COVID 19 sia nella prima fase (2020) che nella seconda (2021) che ha visto una continuità di presenza dei custodi sul territorio a sostegno e supporto delle persone anziani spesso isolate nelle proprie abitazioni e dei volontari per lo svolgimento delle tante commissioni e/o attività necessarie (dalla consegna dei farmaci alla spesa, dalla compagnia telefonica al disbrigo delle pratiche urgenti)
Un’altra caratteristica importante del progetto è rappresentata dalla modalità innovativa del percorso progettuale messo in atto; nel 2012 viene pubblicato il testo unico del terzo settore (Legge 42/2021) Regionale che prevedeva, tra le varie cose, gli innovativi percorsi di coprogettazione tra Pubblica Amministrazione e Terzo Settore in un’ottica di sussidiarietà, precursore per alcuni aspetti anche dell’attuale codice del terzo settore pubblicato ben 5 anni dopo ossia nel 2017 (DLGS 117/2017), prevedendo, tra le altre cose, anche uno specifico strumento quale il “Patto di Sussidiarietà”
Da qui nasce la prima vera sperimentazione con il patto di sussidiarietà “ICAIA – Interventi di Comunità per Anziani e Invecchiamento attivo” denominazione che ancora oggi caratterizza il progetto e che per la prima volta ha coinvolto una quindicina di cooperative e oltre 50 associazioni in modo costante e continuativo nel tempo in un percorso progettuale comune insieme a Regione Liguria e successivamente anche ai Distretti Sociali portando alla strutturazione organizzativa dell’attuale progetto.
Il patto di sussidiarietà si caratterizza anche per la sua flessibilità e quindi nel tempo si è modificato, con ampliamenti e variazioni della rete e anche con alcuni periodi che si è passati ad altri strumenti ma sempre mantenendo vivi gli obiettivi e le modalità di lavoro inziale.

Analisi del Contesto Territoriale

La Liguria si classifica ogni anno come la regione più vecchia d’Italia, con una popolazione over 70 che pesa per il 22,4 % sul totale dei residenti (dati ISTAT 2021). Gli anziani che vivono soli sono più propensi a stati o vissuti di solitudine, e a distaccarsi dalla realtà sociale e comunitaria che li circonda, talvolta non favoriti anche dalla particolare conformazione geologica della nostra città che può non rendere agevole gli spostamenti degli anziani sul territorio, per raggiungere luoghi di interesse culturale e di aggregazione sociale.
Quanto sopra si incrocia drammaticamente con quanto è accaduto in relazione alla pandemia di Covid-19, aggravando sia la situazione di bisogno che la difficoltà di fornire servizi e risposte alle istanze di persone e famiglie. Gli effetti pratici, al di là di quanto già noto (isolamento, depressione, solitudine, difficoltà sanitarie gravi e gravissime, etc.) sono ancora in emersione e si concretizzeranno ulteriormente nei prossimi mesi.
I ricercatori, diretti da Mauro Di Bari – docente di Medicina interna dell’Ateneo fiorentino e direttore della Scuola di specializzazione di Geriatri hanno presentato alcuni dati che hanno evidenziato come il Covid-19 ha aumentato il rischio di morte sia negli anziani ospedalizzati che in quelli non ospedalizzati; in entrambi i casi, la mortalità cresce con il grado di vulnerabilità, che è valutata grazie al Codice Argento Dinamico (Cad), classificazione su quattro livelli. In particolare, nei non ospedalizzati l’eccesso di mortalità dovuto al Covid-19 è maggiore, in termini relativi, nei soggetti meno vulnerabili rispetto ai soggetti più vulnerabili. Infatti, negli anziani inseriti nella classe 1 Cad (meno vulnerabili) la mortalità è stata del 14,2% in presenza di Covid e del 2,9% in assenza della malattia, quasi 5 volte maggiore. Al contrario, negli anziani appartenenti alla fascia a maggior rischio (classe 4 di vulnerabilità Cad) la mortalità è stata del 46,7% in presenza del Covid e del 26% in sua assenza, quindi con un rapporto di 2 a 1.
A questo si aggiunge un indice di vecchiaia del Nostro territorio sempre maggiore (numero over 65 ogni 100 giovani – IV 262 nel 2021 dati istat) e un indice di ricambio davvero preoccupante (rapporto tra la popolazione prossima alla pensione e i giovani lavoratori che è preoccupante quando supera il 100 – IR 162 nel 2021 dati istat)
Questo suggerisce chiaramente l’opportunità di una vigilanza maggiore, più puntuale e continuativa nei confronti di soggetti anziani meno vulnerabili, che risiedono presso il proprio domicilio, godono di un buon grado di autonomia e non dipendendo per tanto dal proprio contesto famigliare.
Questo è possibile attraverso un’azione concreta di prevenzione che vede lo sviluppo e il potenziamento delle attività di monitoraggio e aiuto all’autonomia delle persone anziane che si possono concretizzare proprio attraverso l’attività svolta dai custodi sociali e dai volontari, che garantisce una risposta ampia e articolata ai bisogni e un monitoraggio sempre puntuale e conseguentemente efficace e continuativo nel tempo.

Il Patto di Sussidiarietà

La legge regionale n° 42/2012 ha introdotto lo strumento innovativo del “Patto” che dà piena attuazione al principio di sussidiarietà sancito dall’art 118 Cost. ha portato un radicale cambio di prospettiva sia per le istituzioni pubbliche sia per le diverse realtà del terzo settore che si sono trovate a dover superare la cosiddetta cultura della “gara d’appalto” per fare spazio ad un percorso di co-progettazione e cooperazione che ha come fine ultimo quello della definizione di un progetto condiviso e sottoscritto tra amministrazioni pubbliche e soggetti privati senza finalità di profitto.
Alla Nostra legge Regionale si è aggiunta, nel 2016, la riforma del terzo settore e il successivo DLGS 117/2017, noto come Codice del Terzo settore, che ha sottolineato ed evidenziato l’importanza dei percorsi di co-programmazione e co-progettazione tra Enti di terzo settore e Istituzioni regionali e locali, il tutto finalizzato allo svolgimento di attività di interesse generale in un’ottica di funzione pubblica e di welfare territoriale. A questo si aggiungono le recentissime Linee Guida sui rapporti tra Pubblica Amministrazione e Terzo Settore proprio in applicazione del DLGS 117 (art 55 e 56). Pertanto, il Patto di Sussidiarietà, risulta essere, oggi più che mai, uno strumento davvero innovativo oltre ad una strada per invogliare e creare collaborazione tra i vari enti superando il principio di autoreferenzialità. Il progetto dell’ICAIA è stato il primo patto di sussidiarietà promosso e realizzato in Regione Liguria, un percorso innovativo che già 10 anni fa ha dato immediatamente un quadro dell’impatto di un percorso di questo tipo.
È evidente che tutto questo ha comportato, non solo da parte degli operatori, ma anche da parte delle istituzioni in generale e delle diverse realtà del terzo settore, lo sforzo di acquisire un pensiero e un approccio mentale aperto al cambiamento con l’obiettivo di realizzare un vero interscambio tra i diversi soggetti coinvolti nel processo di aiuto che ruotano intorno alla persona con disabilità. Si trattava sicuramente di una visione progettuale di lungo termine, che oggi però possiamo dire con cognizione di causa e dati alla mano, che è stata una visione lungimirante e che ha permesso di avere in questi anni importanti risultati in termini di azioni messe in campo e risposte ai bisogni in un’ottica non solo di protezione ma anche e prioritariamente di prevenzione.

Gli step organizzativi

Per realizzare quanto previsto dal “Patto” si è andato a delineare un percorso che ha preso avvio con il procedimento ad evidenza pubblica indetto dalla Regione Liguria, la DGR 132 del 25/02/2022 e alla successiva manifestazione di interesse da parte di n° 41 tra Organizzazioni di Volontariato, Associazioni di Promozione Sociale e cooperative Sociali presenti sul territorio regionale.
A seguito di queste prima fase, si è andata a costituire nel mese di Aprile 2022 l’Associazione Temporanea di Scopo (ATS), alla quale hanno aderito complessivamente n° 35 organizzazioni di Terzo Settore di cui 16 Cooperative Sociali e 19 Associazioni presenti sull’interno territorio ligure con l’obiettivo di procedere alla realizzazione della co-progettazione per la definizione del progetto esecutivo.
Di seguito, in sintesi, il cronoprogramma di co-progettazione, predisposizione e realizzazione del progetto:

  • 25/02/2022 -> DGR 132/2022 – Delibera Giunta Regionale e approvazione documento manifestazione interesse
  • 18/03/2022 -> Conclusione manifestazione interesse e verifica degli enti rispetto ai requisiti per partecipare
  • 06/04/2022 -> Incontro congiunto tra Regione Liguria e enti del terzo settore che hanno partecipato alla manifestazione di interesse
  • Dal 06/04/2022 AL 15/04/2022 -> Verifica diponibilità delle diverse organizzazioni e costituzione formale ATS
  • 15/04/2021 -> Riunione ambito associativo per condivisione percorso e step organizzativi e progettuali oltre ad una prima analisi dell’idea progettuale
  • 20/04/2022 -> Riunione Ambito Cooperativo per condivisione percorso e step organizzativi e progettuali oltre ad una prima analisi dell’idea progettuale
  • Dal 20/04/2022 al 22/04/2022 -> Sottoscrizione ATS da parte di tutti i soggetti coinvolti
  • Entro il 22/04/2022 -> Elaborazione e condivisione prima bozza di progetto esecutivo a seguito delle riunioni di confronto del 15/04/2022 e del 20/04/2022
  • 26/04/2022 -> Assemblea generale ATS con condivisione progetto esecutivo finale e organizzazione tecnica del progetto (referenti Territoriali ambito associativo e cooperazione) e definizione azioni trasversali
  • 27/04/2022 -> Presentazione a Regione Liguria progetto Esecutivo
  • Dal 1/05/2022 -> Avvio progetto e gestione attività
  • Entro il mese di Maggio 2022 -> Cabina di Regia con Regione, Capofila ATS, Forum Terzo Settore e 19 i Distretti Socio-Sanitari, con l’obiettivo di avviare un percorso di cooperazione e condivisione da portare avanti durante tutta la fase di realizzazione delle attività progettuali – La cabina di Regia si riunirà almeno tre volte nel corso del progetto
  • 31/12/2022 -> Conclusione periodo progettuale Chiusura progettazione sui territori e predisposizione progetto finale esecutivo da inviare alla Regione Liguria
  • Dal 01/01/2023 al 31/03/2023 -> Predisposizione rendicontazione finale e invio documentazione con relativa relazione a Regione Liguria

PROGETTO

L’idea progettuale: obiettivi e finalità

Come evidenziato nelle pagine precedenti, l’analisi del Nostro contesto evidenzia come la Regione Liguria continui ad essere una Regione Anziana e quindi anche la UE ha dichiarato più volte il Nostro territorio come una dei luoghi dove sperimentare nuove azioni e/o modelli che possano diventare davvero delle soluzioni da poter esportare.
Il “modello” del progetto ICAIA che ha visto un’armonizzazione delle attività di protezione, promozione, monitoraggio e sostegno, l’integrazione del lavoro dei Custodi Sociali unita alla passione e alla disponibilità dei tanti volontari, una continua presenza con azioni di orientamento e informazione svolta attraverso il call center, ha rappresentato in questi anni sicuramente un punto di riferimento nel panorama delle attività rivolte alle persone anziane e fragili.
A questo si aggiunge il lavoro sul territorio di Co-progettazione con i Distretti Socio Sanitari e le realtà del territorio stesso che permette di personalizzare alle esigenze specifiche una progettazione che nasce sicuramente da un’analisi dei bisogni, ma ha una visione più di insieme e di carattere Regionale.
Da queste considerazioni nasce e si concretizza l’obiettivo generale del progetto, ossia “garantire e migliorare la qualità di vita delle persone anziane, riducendo i ricoveri impropri, potenziando l’efficacia degli interventi e coordinando tutte le risorse (umane e finanziarie) in materia di Invecchiamento Attivo, prevenzione e sostegno alle fragilità, promossi e messi in campo da tutti i soggetti pubblici (Regione, Comuni, ASL, DSS) e del privato sociale (Cooperazione, Associazioni, Enti sindacali degli anziani) del territorio”.
Il raggiungimento dell’obiettivo generale passa attraverso alcuni macro obiettivi specifici:
• mantenere attiva l’idea di persona nella sua interezza e storia
• potenziare e dare vigore alle capacità relazionali, fisiche e mentali della persona anziana
• garantire un supporto e un monitoraggio alla persona continuativo e costante con particolare attenzione ai periodi più critici per le persone fragili (emergenza caldo e emergenza freddo)
• favorire la permanenza della persona anziana nella propria casa e nella propria comunità attraverso azioni concrete di prossimità e di prevenzione
• garantire un supporto e un sostegno alla rete famigliare e/o caregiver della persona anziana anche attraverso azioni di informazione e orientamento
• sviluppare la rete delle organizzazioni attive sul territorio per coordinare, integrare e sviluppare le attività svolte a favore delle persone anziane
• sviluppare la comunicazione sulla rete dei servizi ed interventi per anziani.

I destinatari

I destinatari del progetto sono tutti gli anziani residenti nel territorio regionale, con attenzione particolare rivolta a coloro che si trovano in condizioni di fragilità psico-fisica e relazionale, ovvero tutti gli anziani soli e maggiormente vulnerabili che esprimono un bisogno concreto di un supporto e sostegno domiciliare finalizzato ad un aiuto alla propria indipendenza. Le attività che verranno svolte saranno tutte orientate a quegli interventi cosiddetti di “protezione” sociale che garantiranno quell’aiuto alla persona fondamentale per la propria gestione quotidiana dell’autonomia oltre a quegli interventi di monitoraggio al fine di garantire sicurezza alla persona anziana, maggior tranquillità al proprio contesto famigliare e agevolando eventuali interventi “preventivi” che permettano di evitare ricoveri e situazioni a volte ancora più gravi.

Attività e azioni progettuali

Il progetto, come già anticipato precedentemente e in base a quanto definito dalla DGR 132/2022, ha l’obiettivo di operare in un’ottica di “sostegno alle fragilità” con azioni che garantiscano il mantenimento, da parte delle persone anziane sole o in situazioni di difficoltà, della propria identità e autostima.

Per raggiugere questo obiettivo, il progetto si basa specificatamente su 5 azioni così articolate:

Azione A – ATTIVITÀ CUSTODI SOCIALI

Monitoraggio e sorveglianza delle condizioni di vita delle persone anziane, attraverso interventi socio assistenziali e di promozione dell’autonomia, per stimolare le residue capacità fisiche e mentali, potenziando la dimensione domiciliare e comunitaria, in mondo da garantire l’efficace prevenzione d’eventuali difficoltà e contribuendo alla realizzazione di una rete di relazioni che stabilisca un ponte fra i bisogni della persona anziana e il sistema dei servizi e delle opportunità presenti. Il Custode sarà un punto di riferimento una sentinella attenta e sarà sempre raggiungibile telefonicamente. Per ogni anziano sarà predisposto uno specifico progetto individualizzato con indicato finalità e obiettivi, predisposto con i DSS e/o ATS territoriali. Sarà sempre monitorata la situazione relativa ad eventuali sintomatologie legate all’emergenza COVID-19

Azione B – INTERVENTI DI COMUNITÀ PER ANZIANI (ICA)

Area protezione
Pronto intervento sociale, tele compagnia e monitoraggio, accompagnamento e trasporto protetto, domiciliarità leggera, il tutto finalizzato a supportare e sviluppare la rete amicale e di integrazione sociale della persona anziana. L’attività sarà organizzata con tutte le associazioni coinvolte sui singoli territori; l’anziano potrà contattare direttamente il numero verde per richiedere l’attivazione. Le richieste saranno comunque condivise anche con i DSS e/o ATS territoriali. E’ evidente che le attività saranno comunque organizzate tenendo conto delle misure di sicurezza e contenimento del contagio dovuto a COVID 19

Azione C – INTERVENTI DI COMUNITÀ PER ANZIANI (ICA)

Area promozione prevenzione e socializzazione
Messa in rete di azioni comunitarie/formative e di prevenzione già esistenti che si integrano con nuovi progetti anche ideati e gestiti in modo partecipato dagli interessati. I progetti saranno orientati a corretti stili di vita, intergenerazionalità, cittadinanza attiva, tempo libero, partecipazione ad attività organizzate nel quartiere dalle associazioni della rete anche informale in collaborazione con eventuali altre iniziative presenti sul territorio. Tra questi ricordiamo:
1. AFA (Attività Fisica Adattata) e il Memory Training ossia progetti di promozione della salute e stili di vita sani che potenziano e rafforzano a livello regionale la filiera degli interventi di prevenzione a favore della popolazione anziana attiva.

Azione D – CALL CENTER REGIONALE

Call center a supporto generale del progetto e di tutte le persone anziane e ai loro famigliari; si tratta di un numero verde gratuito, funzionante sempre dalle ore 8 alle 20 e che prevede attività di orientamento e informazione e sarà anche punto di accesso per richieste di servizi e per il monitoraggio relativo alle ondate di calore. Il Numero, già disponibile all’avvio del progetto, è già organizzato per la gestione della situazione emergenziale COVID19 in raccordo con gli altri servizi.

Azione E – ATTIVITA’ DI FORMAZIONE E PREVENZIONE

Azioni formative e di contrasto alle truffe agli anziani e relativo monitoraggio; azioni di prevenzione violenza in ambito domestico e abuso sulle persone anziane; Formazione dei volontari e dei custodi sociali.

Risultati Attesi

Il progetto si pone dei risultati quali quantitativi rispetto alle azioni progettuali e alle relative attività messe in campo. Facendo riferimento alla tabella degli indicatori di cui al cap 4 (Monitoraggio e verifica dei risultati) analizziamo per tipologia le i risultati attesi:

quantitativi:
✓ Da 1200 ai 1500 anziani complessivamente coinvolti nell’Azione A (custodi Sociali)
✓ Oltre 3000 anziani per le azioni B, C e D (pur non essendo facilmente prevedibile il numero di persone che parteciperanno alle attività inquanto le stesse saranno a disposizione di tutta la cittadinanza ligure)
✓ Massimo il 10% di ricoveri impropri rispetto alle persone prese in carico nell’ambito dei custodi sociali
✓ Almeno 6000 chiamate nelle attività del call center con soddisfazione delle richieste pari almeno al 95%
✓ Almeno 350 volontari coinvolti
✓ Massimo il 10% di scostamento tra budget preventivo e consuntivo

qualitativi:
✓ Almeno il 90% degli stakeholder soddisfatti

Un Focus sulle attività previste

La concretizzazione delle azioni progettuali previste passa attraverso la realizzazione di specifiche attività svolte sia a livello regionale che, in particolare, a livello territoriale. Per analizzare nel concreto tali attività, è necessario analizzare le specifiche azioni.

Il ruolo del custode sociale

il custode, come anticipato precedentemente, è oggi sempre di più un punto di riferimento per la persona presa in carico e a volte, laddove presente, anche per il nucleo famigliare. In generale il Custode Sociale si occupa delle seguenti attività:
1. MONITORAGGIO: controlla se l’anziano sta bene, se si ciba, beve, riposa adeguatamente, se ha riserve alimentari in casa, se ha sufficiente acqua, se gli impianti elettrici e di riscaldamento funzionano regolarmente e se le condizioni igieniche personali ed ambientali sono buone.
2. GESTIONE PRATICHE: si reca dal medico dell’anziano per prescrizioni di farmaci, per richiedere visite specialistiche, per prenotare trasporto presso servizi di pubblica assistenza per anziani non deambulanti. Provvede a recarsi presso il caf per la compilazione del mod. ISEE e ad effettuare tutte le pratiche inerenti l’anziano (“non autosufficienza”, modello per protesi, assegno accompagnamento etc)
3. ORIENTAMENTO E INFORMAZIONI: supporta l’anziano sulle richieste dei presidi e sui servizi esistenti sul territorio che possano rendere migliore la vita dello stesso. Es. centri sociali, centri diurni, affidi, sportelli alzheimer, sos taxi, telesoccorso, Pollicino etc.
4. COMPAGNIA: all’interno delle proprie attività, passa alcune ore con l’anziano, in particolare nelle situazioni di solitudine, chiacchierando e organizzando qualche attività insieme.
5. GESTIONE RAPPORTI CON I SERVIZI SOCIALI: in caso di necessità, se nota peggioramenti nelle condizioni dell’anziano e nella sua abitazione, si raccorda con i servizi sociali del territorio.
GESTIONE RETE: si raccorda con tutte le figure professionali e non solo, presenti a diverso titolo a supporto dell’anziano; in particolare contattando il medico, l’assistente sociale, i parenti, i vicini di casa e i volontari per rispondere al meglio alle esigenze dell’anziano e per avere un miglior monitoraggio della situazione.
7. SPESA: Si occupa di supportare l’anziano nello svolgimento della spesa e, se necessario, sempre in accordo con l’anziano si occupa di acquistare i beni di prima necessità (ad esempio pane, acqua, latte etc).
8. ACCOMPAGNAMENTI: Dove possibile, accompagna l’anziano all’esterno per passeggiate, attività di socializzazione e visite mediche. Il custode sociale è reperibile sul cellulare di servizio dalle 8 alle 20 tutti i giorni festivi inclusi.

In generale il custode non è una figura professionale assistenziale, quindi, non svolge attività specifiche quali l’igiene personale, l’igiene ambientale, la preparare dei pasti, la gestione di denaro, il trasporto degli anziani con la propria automobile o l’accompagnamento esterno di anziani a forte rischio di cadute o che non deambulano autonomamente.

Il call center regionale – 800593235

Il call center rappresenta spesso “l’anello di congiunzione” tra le varie azioni previste dal progetto generale.
Il sistema si configura attraverso un CALL CENTER REGIONALE e rappresenta un punto d’informazione, di ascolto e orientamento per l’accesso al sistema dei servizi, in generale, presenti sul territorio ligure e a disposizione delle persone anziane. Inoltre, attraverso la piattaforma informatica e le rispettive banche dati è possibile registrare e leggere i bisogni espliciti e impliciti che gli anziani e/o i loro famigliari manifestano, svolgendo una funzione di smistamento delle richieste e/o delle segnalazioni ricevute dai diversi soggetti della rete, attuando una funzione di monitoraggio dei bisogni stessi.
Il Call Center, che si integra perfettamente con il servizio dei custodi sociali, rappresenta un punto di riferimento per l’anziano ma spesso anche per la famiglia e/o i care giver, che può contare su un operatore in grado di fornire informazioni utili, orientando la persona su un servizio o su uno sportello territoriale che possa in qualche modo rispondere al meglio alla propria esigenza. Il Call Center non è un numero di soccorso, ma vuole garantire anche un “primo accesso” ai servizi, attraverso il quale, è possibile avere una risposta immediata o quasi sulle tipologie di servizio e sui percorsi di accesso da seguire. Il call center nello specifico svolge le seguenti attività:
a. ottenere informazioni di interesse sociale (campagne di sensibilizzazione quali, ad esempio, consigli su come affrontare le ondate di calore, o altre emergenze climatiche quali bollettini di allerta meteorologici), per l’orientamento ai servizi socio-sanitari e assistenziali e per l’organizzazione del proprio tempo libero e della socialità (eventi socioculturali, centri di aggregazione, ecc.);
b. ottenere un aiuto nella gestione delle necessità quotidiane attraverso l’attivazione di interventi di piccolo aiuto e sostegno a domicilio o in Istituto. Nello specifico:
✓ Compagnia telefonica;
✓ Compagnia a domicilio;
✓ Accompagnamento presso centri di culto, cimiteri, centri di socializzazione ecc;
✓ Animazione e sostegno per anziani “soli” negli Istituti;
✓ Telesoccorso;
✓ Pronto Intervento Sociale: es. consegna della spesa e dei medicinali, accompagnamento a visite e
✓ servizi, aiuto nel disbrigo di pratiche, piccole commissioni, interventi straordinari durante le
✓ emergenze climatiche;
✓ Accompagnamento protetto con macchine non attrezzate
Il numero verde è già attivo

Le attività di volontariato ICA di protezione e promozione

A completamento del progetto, assumono particolare importanza anche le attività di volontariato e la rete di associazioni presenti con i numerosi volontari che su tutto il territorio svolgono tutte quelle attività di prossimità fondamentali in un’ottica di invecchiamento attivo e di qualità di vita. Le attività di volontariato di promozione sono progettate a livello territoriale e orientate proprio al benessere della persona anziana; i progetti prevedono, tra le altre cose, attività motorie, di socializzazione, culturali e di turismo sociale. Invece le attività di protezione si concentrano su le attività domiciliari orientate prioritariamente alla compagnia, e all’accompagnamento esterno (piccoli trasporti sociali). Inoltre, da sottolineare, le attività di compagnia telefonica che garantiscono anche un monitoraggio, seppur leggero, della persona
anziani inserita nel progetto. Nello specifico:
a. Attività comunitarie, di promozione, prevenzione e socializzazione
Messa in rete di attività comunitarie/formative/di prevenzione già esistenti e predisposizione di nuovi progetti – dove possibile direttamente ideati e gestiti in modo partecipato dagli interessati – relativi ad apprendimento permanente, corretti stili di vita, intergenerazionalità, impegno civile e cittadinanza attiva, turismo sociale, tempo libero, partecipazione ad eventi ed attività organizzate nel quartiere, nei circoli, nei centri e associazioni della rete formale e informale da svolgere prioritariamente in connessione con gli altre progettualità di Invecchiamento Attivo presenti sul territorio.
A queste si aggiungono:
✓ Attività dell’AFA (Attività Fisica Adattata) ossia la promozione e organizzazione di attività motorie orientate all’esercizio fisico non sanitario orientato allo sviluppo del benessere in situazioni di patologie invalidanti e spesso croniche.
✓ Attività Memory Training ossia la promozione e l’organizzazione prevede l’organizzazione di veri e propri corsi di allenamento delle funzioni cognitive il cui obiettivo primario oltre alla conoscenza da parte dei partecipanti del funzionamento del proprio cervello, è il miglioramento e/o il mantenimento delle proprie prestazioni neuropsicologiche (capacità attentive, capacità di processazione dell’informazione, impiego nuove strategie intellettive, strategie mnemoniche)
b. Attività di protezione
Interventi di pronto intervento sociale, telecompagnia/monitoraggio, accompagnamento/trasporto protetto, consegna pasti a domicilio, domiciliarità leggera.

Le azioni trasversali

Parallelamente alla definizione di azioni progettuali negli specifici territori (Distretti Socio Sanitari), sono state individuate due azioni cosiddette “trasversali” di carattere regionale proprio nell’ottica di mantenere una valenza regionale pur valorizzando i singoli territori e le realtà che lo animano.
Gli obiettivi dell’azione trasversale:
✓ Maggiore conoscenza del progetto e incentivazione del lavoro di rete (promozione del progetto a livello regionale e sui singoli territori anche in collaborazione con il Forum del Terzo Settore Ligure
✓ Valutazione e verifica del raggiungimento dei risultati previsti

Le azioni che si intendono realizzare:

AZIONE F – ATTIVITÀ DI COMUNICAZIONE

La comunicazione rappresenta sicuramente un valore aggiunto per il progetto. Far conoscere le azioni e le attività messe in campo sia alla cittadinanza con la finalità di migliorarne la partecipazione, sia ai soggetti di terzo settore coinvolti, troppo spesso autoreferenziali nel proporre e svolgere le proprie attività, sia infine alle istituzioni, con l’obiettivo di migliorarne la diffusione sul territorio e l’efficacia stessa delle iniziative, significa potenziare l’efficacia del progetto sfruttandone al meglio le potenzialità nel tentativo di renderlo disponibile al maggior numero di persone possibile.
Pertanto, la comunicazione costituisce un supporto per sensibilizzare, promuovere, divulgare le finalità e le azioni del progetto favorendone la sua riuscita e rendendo manifesta la sua politica, valorizzandone il valore e la funzione della rete costituita e facilitando la partecipazione attiva. Per queste ragioni, per tutti i patti di sussidiarietà, si ritiene strategico il ruolo della comunicazione, anche in termini di omogeneità ed uniformità, oltre ad essere un requisito di efficienza della rete nel percorso che porta ad una comunicazione integrata, attraverso l’utilizzo concertato di tutti gli strumenti a disposizione e la creazione di nuove relazioni e alleanze, durevoli e costruttive, tra le associazioni dell’ATS e tra questa e l’esterno. Ovviamente la peculiarità del progetto e il forte coinvolgimento degli Enti Istituzionali territoriali anche in fase di coprogettazione e nella fase di condivisione continua in itinere, orienta il lavoro meno ad una azione di promozione vera e propria ma di più verso una più ampia conoscenza da parte della cittadinanza. Importante anche un lavoro di “valutazione di Impatto” del progetto, ossia definire se l’azione ha generato i cambiamenti attesi, nel breve e nel medio-lungo periodo e se i cambiamenti hanno raggiunto il target previsto e se hanno generato l’impatto per cui il progetto era stato ideato. Tale azione sarà svolta in collaborazione con Forum del Terzo Settore Ligure

GOVERNANCE

Sulla base dell’esperienza degli ultimi anni, si è ritenuto di valutare quali elementi cardine del progetto, il sistema e l’organizzazione della governance, proprio per la natura del progetto e per il numero di soggetti coinvolti e le modalità gestionali, vista la molteplicità di attività previste.

La Governance del progetto

Sulla base del principio di sussidiarietà la governance del progetto “Interventi di comunità per l’invecchiamento attivo, la prevenzione, il sostegno alle fragilità degli anziani” è affidata una CABINA di REGIA Regionale che vede come partecipanti la Regione Liguria, il Forum del Terzo settore, Anci oltre al Capofila Regionale e il Referente Regionale del Volontariato. Inoltre, la Cabina di regia può essere allargata anche a tutti i referenti dei Distretti Socio Sanitari a seconda degli argomenti che dovranno essere discussi.
La funzione della cabina di regia è duplice: da una parte, nella fase inziale di co-progettazione e avvio delle attività, il compito è stato quello di definire gli obiettivi generali e le finalità della progettazione; mentre nella fase di avvio e soprattutto in quello di realizzazione delle attività, il compito sarà quello di monitorare l’andamento della progettazione nel suo complesso e delle singole attività che si andranno a delineare e realizzare.
La cabina di regia riunirà almeno 3 volte nel corso del progetto (in generale con cadenza trimestrale)
Allo scopo di garantire una adeguata gestione e organizzazione delle attività da svolgere, L’ATS si è data la seguente organizzazione interna:

Assemblea ATS
Composta da tutti i membri che hanno sottoscritto l’ATS, ma aperta anche ai soggetti che hanno manifestato interesse alla progettazione (principio della “Rete Aperta”) e gestita direttamente dal Capofila, con il compito di definire le linee guida generale della progettazione, analizzare e licenziare il progetto finale, oltre che monitorare l’andamento della progettazione nella fase esecutiva. Questa ATS che si riunisce periodicamente (almeno bimestralmente) garantisce il monitoraggio delle attività promosse a livello distrettuale garantendo omogeneità di procedure e di metodo.
L’ATS garantisce inoltre la raccolta dei materiali necessari alla rendicontazione e alla stesura di report quali-quantitativi che restituiscano la visione complessiva del progetto a livello regionale

Assemblee Territoriali
Composta dai diversi gruppi di lavoro di ogni Distretto socio-sanitario. In ogni territorio sarà individuato un capofila per la cooperazione e un referente per il volontariato.
Al fine di garantire la massima partecipazione, condivisione e affinare i percorsi di co-progettazione si prevede di identificare per ciascun ATS distrettuale una cabina di regia operativa composta da Direttore Sociale, Direttore Sanitario, referenti ATS distrettuale volontariato e cooperazione. È possibile anche la partecipazione di un referente del Forum.
Nella prima fase hanno il compito di definire ed elaborare, in base al presente progetto, la concretizzazione delle azioni sui vari territori; successivamente hanno il compito di supervisionare e coordinare tra loro le diverse attività proposte. L’assemblea si riunisce in base alle necessità dei territori. La cabina di regia si riunirà almeno con cadenza Bimestrale

Comitato di Coordinamento
Composto dal capofila regionale del progetto, dai referenti territoriali delle azioni dei Custodi Sociali (cooperazione) e del referente regionale delle attività ICA (associazione) oltre al referente dell’azione del Call Center.
Ha il compito di coordinare dal punto di vista generale il progetto, elaborando i documenti progettuali e i budget delle varie linee di azione che saranno poi presentanti in assemblea. Inoltre, una volta licenziato il progetto, avrà il compito di supervisionare le varie azioni progettuali e di verificare la rendicontazione finale del progetto.

La gestione del progetto

La valorizzazione della dimensione comunitaria e locale delle relazioni tra cittadini di età diverse di una comunità è cruciale al fine di contrastare la frammentazione sociale, la solitudine, l’isolamento degli anziani e valorizzarne a pieno le risorse, la dignità e la salute. Valorizzare la dimensione comunitaria delle relazioni attiva senso di appartenenza, responsabilità e solidarietà fra cittadini e libera risorse di volontariato.
La Rete tra le Associazioni e la Cooperazione sociale è lo strumento principale per il funzionamento del progetto “Interventi di comunità per invecchiamento attivo, prevenzione e sostegno alle fragilità”.

Livello regionale
Per la gestione del progetto si è costituisce una ATS Regionale composta dai soggetti di terzo settore che hanno preso parte alla manifestazione di interesse e si sono resi disponibili a sottoscrivere il documento.

Le finalità dell’ATS del progetto sono:
✓ Valorizzare il principio di sussidiarietà;
✓ Favorire il percorso di co-progettazione tra i soggetti aderenti;
✓ Promuovere la partecipazione di tutti i soggetti che hanno aderito all’evidenza pubblica;
✓ Operare sui territori per l’elaborazione del progetto esecutivo;
✓ Promuovere la cultura dell’invecchiamento attivo e il sostegno alle fragilità degli anziani
✓ Sostenere e sviluppare le autonomie delle persone anziane
Si prevede che l’ATS operi attraverso l’organizzazione specificata nel paragrafo precedente e garantisca il monitoraggio delle attività promosse in ogni area assicurando così omogeneità di procedure e di metodo.

Livello dei Distretti Socio Sanitari

In ogni Distretto Socio Sanitario, si costituisce un gruppo di lavoro territoriale tra i soggetti di terzo settore che hanno partecipato all’evidenza pubblica e posseggono i requisiti indicati.
E’ necessario pertanto, che ogni DSS sia presente un coordinatore delle azioni progettuali svolte dai Custodi Sociali e un referente delle attività svolte dal volontariato (promozione e protezione ICA)
Il coordinatore dei custodi avrà il compito di coordinare operativamente gli operatori, di gestire e risolvere le eventuali criticità che dovessero emergere, di svolgere un ruolo di interfaccia con le/gli assistenti sociali, di supportare l’attivazione di una “rete” informale di sostegno agli anziani seguiti. Sarà il responsabile finale del progetto nel suo insieme sul territorio.
Il Referente del volontariato ha il compito di gestire le associazioni della rete, di seguire la realizzazione dei progetti che coinvolgano una o più associazioni e gli interventi di “presa in carico” di anziani fragili nelle attività di protezione. Inoltre, cura gli aspetti amministrativi relativi alla rendicontazione delle diverse attività dall’ambito del volontariato.
In generale, il coordinatore dei Custodi, coadiuvato dal Referente del Volontariato convoca le riunioni periodiche fra cooperazione e associazioni con la partecipazione dei custodi e dei volontari e, dove necessario alla presenza degli assistenti sociali, per condividere strategie, progetti, criticità del progetto individuale degli anziani seguiti sia dai custodi che dai volontari e per promuovere un intervento comune e coordinato.

Azioni trasversali

Importante sarà anche la gestione delle attività trasversali che saranno a supporto e sostegno dell’interno progetto.
Consideriamo in questo ambito anche l’azione relativa al Call Center oltre alle attività dedicate alla comunicazione e alla Valutazione di Impatto. Anche su questi ambiti saranno individuati rispettivamente una figura di riferimento per la gestione delle attività e che si interfaccerà con la rete per la propria competenza.

Coordinatori e Referenti

A seguito dell’organizzazione definita, già nella fase progettuale sono stati individuate le organizzazioni e i relativi coordinatori o referenti dei vari territori oltre ai riferimenti delle azioni trasversali. Nello specifico:

A questo si aggiungono i referenti delle azioni trasversali;

La valorizzazione e la complessità della Rete

La Rete tra le Organizzazioni di Volontariato, le Associazioni di Promozione Sociale e la cooperazione è lo strumento principale per il funzionamento del progetto e ne rappresenta il valore aggiunto.
La rete va però gestita, coordinata e alimentata perché possa essere davvero uno strumento a supporto delle attività e possa aiutare a raggiungere gli obiettivi che ci si è posti nel progetto. Le figure del coordinatore regionale e dei referenti dei Distretti Socio-Sanitari, tra le altre cose, hanno proprio il compito di aiutare tutti i soggetti nello scambio delle informazioni, nel supporto alla gestione delle attività e nella promozione delle singole azioni in modo da garantire sempre la massima diffusione e conoscenza delle iniziative messe in campo. Inoltre, il progetto diventa l’occasione per costruire e/o rafforzare i rapporti tra le varie realtà che si occupano di persone anziane con il preciso obiettivo di armonizzare le varie attività garantendo una risposta al bisogno, la più ampia possibile. Inoltre, il principio di “rete aperta” sarà fondamentale nell’ottica di coinvolgere sul territorio, fin da subito, nuove realtà che svolgono attività di integrazione sociale rivolte alle persone anziane; questo permetterà in prospettiva di ampliare la rete e anche l’ATS in una eventuale nuova progettazione che verrà svolta. A questo va aggiunto il lavoro di collaborazione con i territori e gli enti pubblici presenti, in un’ottica di vera valorizzazione delle risorse e di concretizzazione del principio di sussidiarietà orizzontale.
Ad oggi, il patto prevede il coinvolgimento di 16 Cooperative Sociali presenti sull’interno territorio Ligure e 19 associazioni che sono destinate ad aumentare già dai primi mesi di attività.

MONITORAGGIO E VERIFICA DEI RISULTATI

Metodologia, organizzazione, processi e procedure devono integrarsi in un modello efficace ed efficiente anche per la valutazione dei risultati previsti. È necessario, utilizzare strumenti di monitoraggio e valutazione adeguati al controllo e alla gestione della qualità, in termini di: qualità progettata e prevista – qualità prestata (nella fase di attuazione del progetto) – qualità raggiunta/percepita (durante e al termine del progetto)
Ciò si traduce, dal punto di vista del processo di monitoraggio e valutazione, in un’attenzione alla qualità che:
✓ ex-ante, si concentra sulla verifica di coerenza del progetto rispetto all’insieme delle condizioni che possono garantire il raggiungimento degli obiettivi generali e di quelli specifici.
✓ in itinere (monitoraggio in senso proprio), prevede il controllo delle azioni sviluppate nelle fasi del progetto;
✓ ex-post, rileva i risultati del progetto, soprattutto in termini di impatto organizzativo e di costi/benefici.
Dal punto di vista operativo saranno previsti indicatori, strumenti e tipologia di risultato per ogni fase: nello specifico:

 

 

In ATS con Cooperativa Jobel S.C.S. – Cooperativa Il Sentiero di Arianna S.C.S.- Cooperativa Gulliver S.C.S – Consorzio Cress S.C.R.L. – Consorzio Il Sestante – Cooperativa Cooperarci S.C.S. – Cooperativa Lanza del Vasto S.C.S. – Cooperativa Sociale Omnibus A.R.L – Cooperativa Sociale Cisef – Cooperativa Tra le Alpi e il mare S.C.S. – Cooperativa Diana S.C.S – Centro di Solidarietà l’Ancora S.C.S – CEIS Genova Coop. Soc – La Giostra della Fantasia Coop Soc – Croce Azzurra Soc Coop Sociale – Auser Liguria e Genova ODV – CIS Colle degli Ometti APS – A.N.N.A. Aps – ANSPI LIGURIA APS – ASS. Terza Eta Sestri Levante APS – Cerchio Blu APS – PSICS Prev Sicurezza Salute APS – Auser Ventimiglia APS – AIMA TIGULLIO ODV – Associazione G.A.U. ODV – AUSER TIGULLIO GOLFO PARADISO – Borgo Solidale ODV – CENTRO SAS PEGLIESE ODV – La Dimora Accogliente ODV – ADA LA SPEZIA ODV – Anteas La Spezia ODV – Auser La Spezia ODV – Auser Savona ODV – Anteas Savona ODV

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